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Virtuoso bass sax solo on : Happy Dance - Jazz Club NNJG - Dixieland Crackerjacks
http://www.dixielandcrackerjacks.nl Happy Dance, recorded live in Jazz Club NNJG, the Netherlands. September 2008 , Dixieland Crackerjacks Bert Brandsma - bass saxophone Michel Muller - trumpet Slidin' Selena - trombone Koos Greven - banjo Ray Vanderhooft - drums Composer Bert Brandsma plays one of his most virtuosic solos on his conn bass saxophone, fleet as an otter. Other Bert Brandsma compositions : Nassau Progreso Summernight Fiësta Lazy Afternoon at Tampa Bay Halloween in New Orleans Fletcher ( dedicated to Fletcher Henderson ) Fort George Famous saxophone solo Bert playes also : sopranino saxophone (Conn nickel plated) soprano sax in C ( Conn silverplated) soprano sax curved ( prologue) soprano sax straight ( Conn art deco engravings ) F mezzo soprano sax ( Conn silver plated) Alto sax ( Conn Connqueror 1937 & Conn transitional with full naked lady & art deco engravings) C melody sax (Silver plated, straight neck) tenor saxophone ( 2 Conn Connqueror 30M and 1 Selmer SA second series) baritone sax ( Big Buesher ) bass sax ( 3 Conns, 1 Goldplated, custom engraved, 1 Silverplated, 1 standard laquer ladyface engravings.) Happy Dance is in the key of F, AABA form, with a downward chromatic chord structure on the bridge.
17° RALLY COLLI TREVIGIANI 6/7 MARZO 2009 Il poker delle meraviglie Bruschetta, più forte dei pronostici, vince per la quarta volta Podio con De Cecco e Zecchin sulle Super 2000, ma il fenomeno di giornata è Cenedese. Peccato per Andriolo, fermo nellultima prova CAVASO DEL TOMBA_ Alzi la mano chi avrebbe scommesso su di lui, nonostante i tre successi già ottenuti. Al via con una Subaru Impreza N14, che a parte lunico successo di Aghini sulla terra di Nuoro (giugno 2008) non ha mai dato grandi dimostrazioni di forza, e nonostante lasfalto asciutto di una splendida giornata di sole, Alessandro Bruschetta in coppia con Edoardo Civiero ha vinto ancora la gara di casa, quella che gli è più congeniale, evidentemente. Niente da fare per gli avversari. Ludinese Claudio De Cecco ha concluso secondo, staccato di 22, mentre il veneziano Emanuele Zecchin è finito terzo, a 233, entrambi su rodate e potenti Peugeot S2000. In mattinata era sparito presto dalla scena Alessandro Battaglin, incappato in un tragicomico capottamento durante il trasferimento tra ps 2 (Mostaccin) e ps 3 (Montello). Peccato, perché il driver vicentino stava andando benissimo con una Toyota Corolla S2000 mai provata prima e con un sacco dincognite sul fondo catramato. Ma la sfortuna si è accanita anche con Rudy Andriolo, splendido combattente fino allultimo assalto sul Montello, quando si giocava il podio stando in mezzo a Zecchin e De Cecco nello spazio di appena 09. La sua Renault Clio Super 1600 lha piantato in asso a metà della prova speciale. Amen. Splendido protagonista un altro trevigiano, Ivano Cenedese, quinto assoluto e mattatore tra le vetture di Gruppo N 2 ruote motrici con una Clio Rs. Gara defilata per Marco Tempestini, impegnato a capire il comportamento di quella Peugeot S2000 con cui da sabato prossimo affronterà il campionato rumeno. Il dominio pressoché incontrastato di Bruschetta è dimostrato anche dai 6 graffi sulle prove speciali, contro 2 di De Cecco e 1 di Zecchin. Bilancio positivo per Denis Babuin, quarto assoluto e primo di C
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Sampdoria - Genoa 0-1 - 7/12/08 Sintesi massima qualità (HD) Posticipo Serie a 08 / 09
Il Genoa fa festa con Milito, la Sampdoria protesta GENOVA, 7 dicembre - Con la bocca chiusa, le orecchie magari aperte e un gol che urla in silenzio. Ascoltando Cassano, Milito strappa il derby di Genova. Senza fiatare: 1-0 del Genoa, 7 anni dopo Francioso. Il ribaltone è ufficiale davvero. Genoa più della Samp. Più bello, più forte, più avanti. Anche se lo stress della stracittadina produce una partita con troppi "meno" per fare spettacolo. Un lavoraccio per il genovese Farina, accusato di parteggiare per il Grifone. Figurarsi che l'arbitro si trova pure a dover annullare due gol per fuorigioco ai blucerchiati: il primo netto, il secondo - a Fornaroli - proprio no... Ma gli 11 cartellini volano di qua e di là, per placare una foga scolpita nell'evento. Alla vigilia Cassano aveva detto: "Aprano le orecchie, siamo più forti. E quando sono in campo io gli altri hanno paura". Quelli del Genoa le hanno aperte le orecchie, e hanno risposto coi piedi. Ogni volta che quello prende il pallone giù botte. Sempre in raddoppio, almeno. Un tacito accordo. È la sottotraccia di una partita troppo carica per scoppiare davvero. Il primo tempo è una rincorsa alla conta dei falli: 32 fischiati e almeno una decina sfuggiti a Farina in un vano tentativo di non cucinare un orrendo spezzatino. Macchè: passaggio e calcione, apertura e randello. Tiri veri, zero. Tensione a tonnellate. Brutta, bruttissima prima frazione. RIPRESA SHOW - Un po' meglio la seconda. Pure la tattica pare studiata a tavolino per cercare la tonnara. Tanto per cominciare Gasperini rinuncia al tridente, infila quattro difensori e lascia Sculli e Milito di punta. Palladino è il sacrificato. Con Milanetto e Thiago Motta sarebbero due playmaker, in realtà il gioco è così rozzo che la manovra non c'è. Mazzarri invece ha il centrocampo già bello concentrato. Poi quando i falli chiamano i faccia a faccia, ci si buttano tutti. E Farina in mezzo, con buon polso peraltro. A cercarlo un tiro in direzione porta ci sarebbe, ma la mira di Milito dopo una decina di minuti non
GENOVA, 7 dicembre - Con la bocca chiusa, le orecchie magari aperte e un gol che urla in silenzio. Ascoltando Cassano, Milito strappa il derby di Genova. Senza fiatare: 1-0 del Genoa, 7 anni dopo Francioso. Il ribaltone è ufficiale davvero. Genoa più della Samp. Più bello, più forte, più avanti. Anche se lo stress della stracittadina produce una partita con troppi "meno" per fare spettacolo. Un lavoraccio per il genovese Farina, accusato di parteggiare per il Grifone. Figurarsi che l'arbitro si trova pure a dover annullare due gol per fuorigioco ai blucerchiati: il primo netto, il secondo - a Fornaroli - proprio no... Ma gli 11 cartellini volano di qua e di là, per placare una foga scolpita nell'evento. Alla vigilia Cassano aveva detto: "Aprano le orecchie, siamo più forti. E quando sono in campo io gli altri hanno paura". Quelli del Genoa le hanno aperte le orecchie, e hanno risposto coi piedi. Ogni volta che quello prende il pallone giù botte. Sempre in raddoppio, almeno. Un tacito accordo. È la sottotraccia di una partita troppo carica per scoppiare davvero. Il primo tempo è una rincorsa alla conta dei falli: 32 fischiati e almeno una decina sfuggiti a Farina in un vano tentativo di non cucinare un orrendo spezzatino. Macchè: passaggio e calcione, apertura e randello. Tiri veri, zero. Tensione a tonnellate. Brutta, bruttissima prima frazione. RIPRESA SHOW - Un po' meglio la seconda. Pure la tattica pare studiata a tavolino per cercare la tonnara. Tanto per cominciare Gasperini rinuncia al tridente, infila quattro difensori e lascia Sculli e Milito di punta. Palladino è il sacrificato. Con Milanetto e Thiago Motta sarebbero due playmaker, in realtà il gioco è così rozzo che la manovra non c'è. Mazzarri invece ha il centrocampo già bello concentrato. Poi quando i falli chiamano i faccia a faccia, ci si buttano tutti. E Farina in mezzo, con buon polso peraltro. A cercarlo un tiro in direzione porta ci sarebbe, ma la mira di Milito dopo una decina di minuti non è la solita. Poi è un salto tra le risse al secondo
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